Secondo appuntamento con la rassegna "Frames, spartiti, fotogrammi: un viaggio nell’arte" - Comune di Siena

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Secondo appuntamento con la rassegna "Frames, spartiti, fotogrammi: un viaggio nell’arte"

 

Secondo incontro tra cinema e arte, all’interno della rassegna, Frames, spartiti, fotogrammi, organizzati all’interno della Corte dei Miracoli con la supervisione artistica di Maurizio Comanducci.
Martedì 22 alle ore 21.00 il capolavoro di Derek Jarman, “Caravaggio”, biografia dai toni molto personali, scritta con importanti licenze poetiche e particolari volutamente anacronistici, trasmette il sentire sensuale, sofferto, contrastato che traspare dalle opere del protagonista.
Il film è irriverente, eretico, blasfemo. Imbarazzante, scomodo, carico di sensualità immanente, debordante, melodrammatica, maudite.
Prossimo a morire, a Porto Ercole nel 1590, il pittore Michelangelo Merisi detto Caravaggio è preda di allucinazioni. Indietro di vent'anni troviamo Caravaggio a Roma, salvato da una vita di stenti dal Cardinale Del Monte. Quindi seguiamo la sua ascesa fino all'episodio che ne segnerà la vita: la tragica relazione con Ranuccio Tomassoni e con l'amante di lui, Lena.
Frames, spartiti e fotogrammi si propone di analizzare il rapporto fra il cinema e l’artista, o l’opera d’arte. Un percorso quanto mai articolato e diverso, stimolante e stravagante, appassionato, mai indifferente. Il grande schermo possiede modi diversi di parlare d’arte, può riprodurre le emozioni evocate dall’artista, dalle sue opere, o ripercorrerne le forme di espressione, ed esprimersi con lo stesso linguaggio.
Un film può raccontare per immagini la vita dell’artista in una sorta di biografia, più o meno partecipata, più o meno sofferta. Quindi personalità e sogni, processi di maturazione, itinerari interiori, episodi chiave visti da dentro o fuori. Un film può anche essere immagini che si succedono con tempi e modi del linguaggio dell’artista, ricerca di assonanze e valori e messaggi di un’ opera, o di quelle di un movimento, o un’atmosfera, un periodo. A volte è l’artista stesso dietro la macchina da presa, e il film diventa un’opera d’arte in senso stretto. C’è in questo caso anche una sorta di stimolo in più, una rara occasione per parlare in termini cinematografici degli stessi argomenti contenuti in un quadro, una sinfonia, un’installazione. Di recitare in modo diverso canzone e poesia.
Un percorso da fare insieme, che favorisca spunti e riflessioni personali, che sia una serie di episodi di quando lo schermo allarga l’ orizzonte oltre i suoi confini fisici, ancor di più del solito, ancor di più.
Info: uffstampa@alcortedeimiracoli.org, 057748596, www.lacortedeimiracoli.org
Biglietti: € 3 (biglietto unico)