La storia degli italiani, l'avventura del Futurismo - Comune di Siena

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La storia degli italiani, l'avventura del Futurismo

Chi dice che i giovanissimi  non amano leggere è servito. Sono pieni gli stand di Leggere è Volare sotto la tendostruttura della Lizza, e viva è la partecipazione allo spazio Caffè Ottocento, per l’iniziativa curata dal semiologo Stefano Jacoviello “Noi cantavamo…storia avventurosa e precaria fortuna dell’inno nazionale” e quella condotta da Luigi Oliveto su “Carducci & C., il Risorgimento nella letteratura”. Intanto continuano con grande successo gli incontri tra studenti e autori. Venerdì 11 novembre, nella tendostruttura della Lizza, Anna Sarfatti incontra gli alunni delle scuole elementari, mentre a Montalcino Paola Zannoner ha appuntamento con i ragazzi delle medie e a Trequanda Emanuela Nava parlerà ai bambini delle elementari. Ma a Leggere è volare la lettura diventa anche spettacolo. Sempre venerdì, alle 11, nella sala Lia Lapini, va in scena Acquario. Una fuga, spettacolo pessimista ispirato a “In mezzo alla polla sguazzava un pesce rosso” di Wu Ming, di Francesco Perrone con Francesco Pennacchia, a cura di Straligut Teatro. E alle 17, nella tendostruttura, convegno su “Genere di lettura o lettura di genere?”, partecipano Simonetta Ulivieri preside della facoltà di Scienze della Formazione dell’’Università di Firenze, Irene Biemmi docente dell’Università di Firenze e Valentina Tinacci formatrice del progetto “Crescere insieme”.
Particolarmente ricco il programma di sabato. Alle 10,20 nell’aula magna del Liceo Classico Piccolomini, Fabio Mugnaini docente della facoltà di Lettere di Siena e il giornalista Tonino Polistena presentano “La signora di Ellis Island” di Mimmo Gangemi (edizioni Einaudi). Nel 1902 – questa la vicenda narrata da Gangemi - molti italiani partono per cercare fortuna in America. Tra loro c’è Giuseppe, ventun anni, calabrese dell’Aspromonte. Sbarcato a New York nel centro di raccolta di Ellis Island non  supera la visita di controllo e viene isolato in attesa di essere rispedito indietro. Ma gli appare una signora  vestita d’azzurro e con un bimbo in braccio che gli spalanca le porte dell’America. Così Giuseppe trova il coraggio di deviare la rotta del proprio destino. “Un magnifico viaggio lungo un secolo – ha scritto Curzio Maltese a proposito di questo romanzo – Con la sua scrittura vigorosa e originale, Mimmo Gangemi ci racconta l’Italia del fascismo e delle colonie, delle guerre mondiali e della ‘ndrangheta delle origini, del passaggio epocale verso il progresso. Uno dei rari capolavori della letteratura italiana della nostra epoc.a Un libro per chi è stanco di cronache miserabili, per chi ha nostalgia di altri italiani, per chi continua a pensare che la storia non è soltanto una teoria di potenti”. Replica delle presentazione alle 17 sotto la tendostruttura.
Alle 11, il Liceo Artistico Duccio di Boninsegna ospita Luca Verdone che presenta il dvd “Il futurismo. Un movimento di arte/vita”, film documentario che racconta non solo una corrente culturale importante del Novecento, ma anche un pezzo di storia nazionale.
Sempre alle 11, nell’aula magna dell’Istituto Monna Agnese, ci sarà Antonio Roccuzzo con il suo “Mentre l’orchestrina suonava Gelosia. Crescere ribellarsi in una tranquilla città di mafia” (Mondadori). Nell’estate 1980 un piccolo pregiudicato viene ucciso in una piazza del centro storico di Catania, nel bel mezzo della festa della Madonna del Carmine. Mentre l'orchestrina suonava "Gelosia",  titolò il "Giornale del Sud". Le tre colonne in cronaca erano firmate da un giornalista ventiduenne entrato da poco a far parte di un agguerrito gruppo di giovani cronisti intransigenti che, armati di taccuini e Lettera 22, erano convinti di poter cambiare quasi tutto da soli, guidati all'assalto da un ultracinquantenne "ragazzino", disobbediente, scanzonato, irrispettoso, ribelle: Giuseppe (Pippo) Fava. Quattro anni dopo Pippo Fava fu assassinato dalla mafia. I suoi giovani allievi avevano nel frattempo fondato il mensile “I Siciliani”, la prima voce libera levatasi a denunciare apertamente la penetrazione di interessi e cultura criminali nelle viscere della città e dell'isola. Antonio Roccuzzo, l'autore della cronaca di quell'ormai lontano delitto, racconta in questo libro la sua esperienza giovanile di formazione e il suo passaggio all'età adulta: la vita in una tranquilla città di mafia, inquinata dalla presenza di Cosa Nostra come da un morbo profondo e inarrestabile. Un libro che aiuta a capire la Sicilia di oggi e la nuova criminalità.