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La rilevazione dei prezzi al consumo

L'Ufficio Comunale di Statistica cura, per conto dell'Istat, la rilevazione dei prezzi al consumo in ambito locale.
La rilevazione viene effettuata sistematicamente presso punti vendita del commercio al minuto (negozi, supermercati, ecc...) o presso artigiani, liberi professionisti, aziende, agenzie, ospedali, ambulatori di analisi, centri sportivi, stadi, musei, cinema, teatri, ecc... opportunamente selezionati e che costituiscono il piano di campionamento comunale.
La rilevazione ha per oggetto la rilevazione dei prezzi al consumo di prefissate tipologie di prodotti, con riferimento a beni e servizi inseriti nel paniere ISTAT. Le operazioni di rilevazione territoriale sono completamente informatizzate, ovvero sono svolte integralmente mediante l’utilizzo di Tablet PC, dotati di scheda UMTS.

Nel 2018 la principale novità è stato l'utilizzo dei prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data) dei beni per la cura della casa e della persona, provenienti dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) del commercio al dettaglio (ipermercati e supermercati). La disponibilità di questa nuova fonte di dati, che migliora ulteriormente l'accuratezza della stima dell'inflazione, è frutto della collaborazione con le grandi catene del commercio al dettaglio e l'Associazione della Distribuzione Moderna (ADM).

Ogni anno l’Istat rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo, aggiornando contestualmente le tecniche d’indagine e i pesi con i quali i diversi prodotti contribuiscono alla misura dell’inflazione.

La principale novità del 2020 è l’ampliamento dell’utilizzo dei prezzi registrati alle casse mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data) a nuovi canali distributivi del commercio al dettaglio della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Si tratta, con riferimento ai beni alimentari confezionati e ai beni per la cura della casa e della persona, dei discount, delle piccole superfici di vendita e degli specialist drug che si aggiungono così a ipermercati e supermercati.

Nel paniere del 2020 utilizzato per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1.681 prodotti elementari (1.507 nel 2019), raggruppati in 993 prodotti, a loro volta raccolti in 410 aggregati.

Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) si utilizza invece un paniere di 1.700 prodotti elementari (1.524 nel 2019), raggruppati in 1.012 prodotti e 414 aggregati.

L’aggiornamento dei beni e servizi compresi nel paniere tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.

Per l’ingresso di nuovi prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie, sono da segnalare: tra i mezzi di trasporto, le Automobili elettriche e ibride elettriche e il Monopattino elettrico e, tra i servizi di ristorazione, il Sushi take away e la Consegna pasti a domicilio. Entrano poi nel paniere il Servizio di barba e baffi, i Trattamenti estetici per uomo e gli Apparecchi acustici.

Nessun prodotto esce dal paniere nel 2020 poiché tutti quelli già presenti non mostrano segnali di obsolescenza tali da motivarne l’esclusione.

Ad arricchire la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati, sono inclusi nel paniere il servizio di Lavatura e stiratura camicia (tra i Servizi di lavanderia abiti) e l’Applicazione dello smalto semipermanente (tra i Trattamenti di bellezza).

Nel complesso, le quotazioni di prezzo usate ogni mese per stimare l’inflazione sono circa 6.000.000 e hanno una pluralità di fonti: 458.000 sono raccolte sul territorio dagli Uffici comunali di statistica e 238.000 direttamente dall’Istat; oltre 5.200.000 tramite scanner data; più di 86.000 arrivano dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo economico.

Sono 79 i comuni che contribuiscono alla stima dell'inflazione per il paniere completo; la copertura territoriale dell'indagine è pari all'83,2% in termini di popolazione provinciale. Altri 15 comuni partecipano alla stima dell'inflazione solo per un sottoinsieme di prodotti (tariffe locali e alcuni servizi); il loro peso sul paniere NIC è del 6,1%, mentre la copertura territoriale dell'indagine è del 92,5%.
Per il monitoraggio dei prezzi dei carburanti (benzina, gasolio, GPL e metano) utilizza le informazioni fornite da 13.240 distributori (65,9% di quelli attivi e presenti nella base dati del Ministero dello Sviluppo economico).
Sono circa 42.400 le unità di rilevazione (punti vendita, imprese e istituzioni) presenti nei comuni, mentre ammontano a quasi 8.000 le abitazioni presso le quali sono rilevati i canoni d'affitto.

I numeri indici dei prezzi al consumo misurano le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di prodotti (paniere) rappresentativo di tutti i beni e servizi destinati al consumo finale delle famiglie.

-          L’indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (NIC) è utilizzato come misura dell’inflazione a livello dell’intero sistema economico;

-          l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è usato per adeguare periodicamente i valori monetari (affitti, assegni dovuti al coniuge separato…);

-          l'indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione europea (IPCA) è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo.